Dokument-Nr. 10812
Pacelli, Eugenio an [Pizzardo, Giuseppe]
München, 09. Dezember 1923

Regest
Nach seiner Rückkehr aus Berlin bedankt sich Pacelli bei Pizzardo für dessen vertraulichen Brief vom 30. November. Der Nuntius freut sich über das uneingeschränkte Vertrauen, das Pizzardo beim Papst genießt, bestärkt ihn in seiner Amtsführung und prognostiziert ihm das Amt des Staatssekretärs. Zugleich zeigt er sich aber um die Gesundheit des Freundes besorgt um empfiehlt ihm erneut einen Kuraufenthalt. Der Nuntius kommt erneut auf die extrem hohen Lebenshaltungskosten in Deutschland und auf seine persönliche, psychische Belastung zu sprechen. Auch die Vorstellung, nach dem Ende der Nuntiatur nach Rom zurückzukehren, beruhigt Pacelli keineswegs, da er sich die mit dem Kurienkardinalat verbundenen Kosten nicht leisten kann. Deshalb bleibt ihm nur auf die Zuweisung einer Diözese und auf Pizzardos Unterstützung dieses Wunsches zu hoffen. Ferner macht der Nuntius Mitteilung über die Zuweisung der vom Heiligen Stuhl zur Verfügung gestellten finanziellen Hilfsleistungen und schlägt vor, einen Teil der verbleibenden Mittel den Münchener Niederlassungen der Armen Schulschwestern von Unserer Lieben Frau sowie der Barmherzigen Schwestern vom heiligen Vinzenz von Paul zukommen zu lassen, deren prekäre Lage er Pizzardo schildert. Zum Schluss referiert der Nuntius den Stand zum Versand des im Auftrag des Heiligen Stuhls gekauften Aluminiumgeschirrs.
[Kein Betreff]
Mio carissimo Monsignore
Sono tornato l'altro ieri da Berlino, ove questa volta mi sono trattenuto più a lungo, vale a dire dieci giorni. Rimanere più tempo ancora mi era impossibile, perché, sebbene mi faccia mandare là subito tutta la posta, pure mi manca l'archivio e non posso così avere i precedenti, e quindi varie cose non possono essere spedite. Vi tornerò però ben presto, vale a dire alla fine del mese per il ricevimento di Capodanno.
La ringrazio vivamente per la lunga lettera confidenziale del 30 Novembre scorso. Io non posso che rallegrarmi vivamente nel vedere la illimitata fiducia, che Ella gode presso il S. Padre e la quale sola spiega come Le si affidino tanti affari delicati, i quali per sé sarebbero fuori della competenza del Suo ufficio. Che Ella debba fare qualche parte spiacevole, è comprensibile; ma tutti dovranno capire che Ella agisce per ordine superiore, e del resto vedo che Ella trova pure il modo di addolcire le pillole amare, perché, ad es., dei tre che Ella mi ha nominato, vedo che uno è divenuto Vescovo, l'altro Protonotario Apostolico con pubbliche lodi, ecc. Ella nulla ha da temere su questo punto. Io credo che il futuro Superiore sarà Lei, perché nessuno gode tanta fiducia meritatissima; ma in ogni modo, come Le scrissi, nessun Superiore sarebbe mai tanto sciocco di privarsi dei Suoi servigi. L'unica cosa, che mi preoccupa per Lei gravemente1, è la Sua salute. La mia ultima lettera, forse un po' forte, non voleva essere alcuna critica dell'organizzazione, ecc., ma era unicamente2 ed esclusivamente3 ispirata dal timore che colla vita che Ella mena, un brutto giorno Ella divenga forse irreparabilmente inabile a continuare il Suo lavoro ed i servigi che Ella rende al S. Padre ed alla Chiesa. Per questo io ho insistito ed insisto4 che Ella faccia una cura5 seria almeno di una o due <o tre>6 settimane.
Anche l'affare dell'uovo7 non aveva alcuna8 intenzione di critica. È la cosa più naturale del mondo che i Superiori si informino del prezzo dei viveri nei vari Paesi. La mia allusione tendeva soltanto anzi a provocare una nuova inchiesta su questo argomento. Io non sono più uscito dalla Germa-
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nia da quattro anni e non ho quindi esperienza diretta. Ma tutti mi dicono che qui la vita è divenuta assai più cara che in tutti gli altri Paesi. Ciò vale specialmente per Berlino. L'ambasciatore di Spagna, tornato testé da Madrid per la via di Parigi, mi diceva che in Berlino la vita è due volte più cara che in Ispagna e tre volte più cara che in Francia. Il Ministro del Belgio ha avuto per la stessa causa raddoppiato il suo stipendio. Il Ministro di Persia, venuto da Washington, mi diceva che in varie cose i prezzi sono in Berlino più cari che in America, e così di seguito. Si crede che questo caro-viveri, giunto a proporzioni folli, non potrà durare e che i prezzi dovranno diminuire; il che è di fatto già in parte cominciato. Ma Le assicuro che le preoccupazioni finanziarie (unite a tante altre), il timore di trovarmi in imbarazzi economici, mi hanno fatto passare in questi ultimi tempi parecchie notti insonni9.Creda pure che molte volte mi sento invaso da una tristezza più profonda di quel che potrei descriverLe e debbo pensare molto a Dio ed alle speranze della vita eterna per trovare un qualche conforto. Sono ormai oltre sei anni e mezzo che mi trovo qui in mezzo a guerre, rivoluzioni, difficoltà di ogni sorta. In nessun Paese del mondo si ha tanto abbattimento, turbamento, incertezza dell'indomani, come qui. Ed io non ho nemmeno, come altri Nunzi, il pensiero che tutto finirà andando 10 il giorno in cui sarei richiamato a Roma. Il pensiero di Roma non fa anzi che accrescere il mio dolore, pensando alle tante sventure che ha [sic] colpito la mia famiglia una volta così quieta e si può dire felice. Inoltre Ella sa che per me è impossibile di accettare il Cardinalato di Curia per le ben note ragioni. L'unico spiraglio di luce che <umanamente>11 mi rimane, è la speranza, che – per Sua esclusiva bontà12 – ho di una migliore soluzione. Ma anche questa chi sa se e quando13 potrà avverarsi …
Tornato a Monaco, mi è stato consegnato il pacco, da Lei dato (credo) a Mons.  Grabmann per i sussidi. Distribuirò subito secondo le istruzioni ricevute. Hanno <Ella ha>14 fatto, a mio avviso, assai bene a mantenere i sussidi medesimi a proporzioni relativamente basse; troppo alte somme date a particolari persone od Istituti possono portare malcontento negli altri che ne sono rimasti privi. Tuttavia, poiché avanzava delle Lire centomila una certa <somma,>15
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ho alzato un poco, valendomi della espressa autorizzazione accordatami, in qualche caso la cifra, allorché mi sembrava cioè che essa fosse troppo al disotto del bisogno e dell'aspettazione. Con ciò sono rimaste ancora Lire settemila e ottocento, per le quali mi permetto di farLe la seguente proposta: di dare cioè Lire duecento 16 duemila e cinquecento alle Povere Suore Scolari e Lire cinquemila e trecento alle Suore di Carità, ambedue di Monaco. Ho saputo invero che le une e le altre si son venute a trovare in situazione difficile. Specialmente le Suore di Carità si erano mantenute finora in condizioni economiche normali17, ma in seguito all'ultimo tracollo finanziario ho appreso che si trovano <adesso>18 nel più grave imbarazzo per acquistare i viveri necessari al nutrimento delle Suore per questo inverno. Il Cardinale Arcivescovo Faulhaber le ama e le stima moltissimo; ma per non dargli dispiacere, so che gli hanno finora nascosto lo stato in cui ora sono cadute. Le une e le altre poi sono troppo discrete e riservate per osare di fare una istanza al S. Padre. Io credo che se Ella approvasse la anzidetta proposta, avrebbe il merito di aver salvato forse la vita a non poche buone religiose. Le une e le altre sono ammirevoli per il loro spirito di sacrificio, e piuttosto che far soffrire le loro bambine ed i loro malati, si privano esse stesse del necessario. Avviene così però che, sottoposte come sono ad un lavoro eccessivo e mancanti di una corrispondente nutrizione, molte muoiono giovanissime. Beate loro senza dubbio, che acquistano così presto il Paradiso; ma è un danno per l'Istituto e per le anime alle quali esse avrebbero potuto ben più lungamente giovare in questo mondo. Aggiungo che le Povere Suore Scolari sono quelle, a cui mi sono rivolto per gli oggetti di alluminio. Ad ogni modo io sottometto quella proposta al Suo giudizio e non intendo fare alcuna pressione19.Se Ella l'approva, abbia la bontà di farmi scrivere anche sopra un semplice biglietto le sole parole: "Sta bene"20; se non approva per qualsiasi motivo, abbia la bontà di farmi scrivere le sole parole: "Preso altra disposizione"21.
Sono già partite per Roma a grande velocità le casse coi bicchieri e le scodelle di alluminio. Spero fra una quindicina di giorni di avere anche i piatti; appena giunti saranno anch'essi subito inoltrati a destinazione nello stesso modo. Intanto con sensi di riconoscente ed inalterabile affetto
mi abbia sempre per Suo Affmo
+ Eugenio Pacelli
1"mi […] gravemente" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
2"unicamente" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
3"esclusivamente" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
4"insisto" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
5"cura" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
6Hds. gestrichen und eingefügt von Pacelli.
7"uovo" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
8"alcuna" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
9"notti insonni" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
10 Hds. gestrichen, vermutlich von Pacelli.
11Hds. eingefügt von Pacelli.
12 "per […] bontà" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
13"se" und "quando" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
14Hds. gestrichen und eingefügt von Pacelli.
15Hds. eingefügt von Pacelli.
16Hds. gestrichen von Pacelli.
17"normali" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
18Hds. eingefügt von Pacelli.
19 "non […] pressione" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
20"Sta bene" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
21"Preso […] disposizione" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
Empfohlene Zitierweise
Pacelli, Eugenio an [Pizzardo, Giuseppe] vom 09. Dezember 1923, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 10812, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/10812. Letzter Zugriff am: 18.08.2022.
Online seit 24.10.2013, letzte Änderung am 25.02.2019.