Dokument-Nr. 19949
Pacelli, Eugenio an Perosi, Carlo
[Berlin], 05. Juli 1928

Regest
Pacelli bestätigt dem Pro-Sekretär der Konsistorialkongregation Perosi den Erhalt der Supplik des Ermländer Domkapitels, Bischof Bludau zum päpstlichen Thronassistenten zu ernennen. Nach Pacellis Einschätzung steht einer solchen Ernennung angesichts von Bludaus Lebenslauf, der Publikationen und der vielen Jahre im pastoralen Dienst an sich nichts entgegen. Der Nuntius ergänzt allerdings, dass sich Bludau in verschiedenen Fällen mit Blick auf Dekrete und Entscheidungen des Heiligen Stuhls nicht besonders ehrfürchtig verhielt. So schrieb Bludau der Nuntiatur im Dezember 1925 im Nachgang der Entscheidung der Konzilskongregation über die Zugehörigkeit des Priesters Pienski zur Apostolischen Administratur Pomesanien, die Bludau anvertraut ist, dass er diese Entscheidung zwar anerkenne, sie aber nicht für richtig halte. Auf die Aufforderung der Konzilskongregation vom Juli 1926, dass die kirchenrechtlichen Bestimmungen umgesetzt werden müssen, dass Leichen zuerst in die Kirche und anschließend zum Friedhof gebracht werden müssen, behauptete Bludau, dass dies in seiner Diözese nicht geschehe. Er kam daher zu dem Schluss, dass es in der Diözese Ermland hinsichtlich der Bestattung keine Neuerungen oder Reformen geben wird. Im Jahr 1926 berichtete Bludau über den Zustand des Ermländer Priesterseminars und erklärte, dass die Vorschrift zum zweijährigen Philosophie- und vierjährigen Theologiestudium dort nicht umgesetzt werde - er kündigte jedoch nicht an, dass dies geändert werden soll. Hinsichtlich der Verpflichtung, Philosophie und Theologie nach den scholastischen Methoden des Thomas von Aquin zu unterrichten, stellte Bludau lapidar fest, dass dies in seiner Diözese traditionell nicht geschehe, dessen Prinzipien aber nicht keinesfalls vernachlässigt werden. In der Zeitschrift für alttestamentlichen Wissenschaft und die Kunde des nachbiblischen Judentums, die zum schweren Schaden der katholischen Bibelwissenschaft Ansichten des kritischen und radikalen Protestantismus vertritt, rief der evangelische Alttestamentler in Halle an der Saale Eissfeldt zur Gründung einer überkonfessionellen deutschen Gesellschaft zur Förderung der alttestamentlichen Wissenschaft auf. Der Braunsberger Alttestamentler Dürr zählte zu den Gründungsmitgliedern. Bludau versuchte, die Haltung Dürrs zu erklären und zu rechtfertigen. Pacelli erwiderte behutsam, aber deutlich, dass seiner persönlichen Meinung nach die Beteiligung eines katholischen Professors an einem solchen Unterfangen unangemessen und unzulässig ist. Der Nuntius wartet noch auf eine Antwort Bludaus. Sollte diese nicht zufriedenstellend ausfallen, hält er sich vor, die Angelegenheit dem Heiligen Offizium vorzulegen. Der Nuntius vertraut darauf, dass die mögliche päpstliche Auszeichnung dazu beitragen wird, bei Bludau die Gefühle der Hingabe zum Heiligen Stuhl zu stärken.
Betreff
Supplica per nomina del Revmo Mons. Agostino Bludau, Vescovo di Warmia, ad Assistente al Soglio
Riservato
Insieme al relativo Allegato, che compio il dovere di restituire qui accluso, mi è pervenuto il venerato Dispaccio dell'E. V. R. N. 441/28 in data del 25 Giugno p. p.
Il Revmo Mons.  Agostino Bludau, Vescovo di Warmia, è Prelato buono, zelante, amato dal Clero e dal popolo; già Professore nella Facoltà teologica della Università di Münster, è versato in materia di Esegesi biblica ed autore di diverse opere (De alex. interpr. libri Dan. indole critica et herm., 1891; Die alex. Uebersetzung des Buches Daniel, 1897; Die beiden Erasmusausg. des N. Testaments und ihre Gegner, 1902; Ein Ausflug nach Baalbeck und Damaskus, 1904; Juden und Juden-Verfolgungen im alten Alexandria, 1906, ecc.) Mi sembrerebbe quindi, anche in considerazione dei molti anni già da lui trascorsi nel pastorale ministero, che nulla per sé osti alla sua nomina ad Assistente al Soglio, implorata da quel Capitolo cattedrale.
Affinché, però, l'E. V. possa formarsi un giudizio esatto circa il sullodato Vescovo, mi sia al tempo stesso lecito di riferire come in vari casi egli non mi è parso eccellere nell'ossequio e nella deferenza verso i decreti e le decisioni delle S. Congregazioni. Così, ad esempio, riguardo ad una risoluzione della S. Congregazione del Concilio del 22 Giugno 1925,
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la quale, dopo accurato esame, dichiarava che il Sacerdote Pienski apparteneva all'Amministrazione Apostolica di Pomesania, affidata a Mons. Bludau, egli scrisse a questa Nunziatura, in data del 17 Dicembre dell'anno medesimo, che riconosceva bensì una tale decisione, ma "non la riteneva giusta". Parimenti, in seguito ad un Decreto della medesima S. Congregazione del 31 Luglio 1926, la quale "riprovava il grave abuso, vigente in molte diocesi della Germania, di trasportare i cadaveri direttamente al Cimitero senza condurli prima in chiesa" e "prescriveva che gli Ordinari del Reich con prudenza e fermezza si adoperassero a che man mano fosse introdotto ed osservato il disposto del Codice can. 1215", Mons. Bludau rispose che tale disposizione nella sua diocesi si eseguisce, si fieri potest, e concludeva semplicemente: "Quare in dioecesi Warmiensi nihil quoad sepulturam innovabitur aut reformabitur".
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Nella relazione sullo stato del suo Seminario del 1926 egli riferiva non essere stati introdotti il biennio per gli studi filosofici ed il quadriennio per i teologici, previsti dal can. 1365, anche qui senza accennare al suo desiderio di uniformarsi pienamente a detta prescrizione. Parimenti, quanto all'obbligo dell'insegnamento della filosofia e della teologia "ad Angelici Doctoris rationem, doctrinam et principia" (can. 1366 § 2), Mons. Bludau si limitava a notare: "Philosophia quidem stricte iuxta methodum S. Thomae Aquinatis non traditur, sed principia eiusdem haud negleguntur"; e lo stesso ripeteva per la teologia.
Nella "Zeitschrift für alttestamentliche Wissenschaft und die Kunde des nachbiblischem Judentum" N. F. vol. 4, 1927, fasc. 4, pag. 314 e seg. (rivista, la quale nella massima parte dei suoi articoli sostiene le opinioni del criticismo e radicalismo protestante e reca quindi gravissimi danni alla dottrina cattolica in materia di S. Scrittura) apparve un articolo del Professore protestante della Università di Halle a. S., O. Eissfeldt, circa la proposta della fondazione di una Società tedesca "sopraconfessionale" per promuovere la scienza dell'Antico Testamento (überkonfessionelle deutsche Gesellschaft zur Förderung der alttestamentlichen Wissenschaft), e fra coloro, i quali venivano indicati
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come disposti ad accettare dichiarazioni d'ingresso nella progettata Associazione, era nominato il Rev. Sac.  Lorenzo Dürr (originario della diocesi di Würzburg e quindi, a quanto credo, discepolo del noto Sac.  Dr. Hehn), professore di Esegesi dell'Antico Testamento nell'Accademia filosofico-teologica di Braunsberg (Hosianum), frequentata dagli alunni della diocesi di Warmia. Non mancai di richiamare su di ciò l'attenzione di Mons. Bludau, il quale con foglio del 20 Maggio scorso mi scrisse cercando di spiegare e giustificare tale attitudine del sunnominato Professore. Ho stimato necessario di replicare delicatamente, ma chiaramente e con relativa motivazione, al menzionato Vescovo che (a mio avviso personale) la partecipazione di professori cattolici a simile intrapresa è inopportuna ed illecita. Attendo ora la risposta di Mons. Bludau, e mi riservo, qualora essa non apparisca soddisfacente, di sottoporre il caso alla Suprema S. Congregazione del S. Officio.
Confido che la concessione della implorata Pontificia distinzione qualora al S. Padre piaccia di accordarla, contribuisca ad accrescere nel Prelato in discorso i sentimenti di devozione e di attaccamento verso la S. Sede.
Chinato
Empfohlene Zitierweise
Pacelli, Eugenio an Perosi, Carlo vom 05. Juli 1928, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 19949, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/19949. Letzter Zugriff am: 28.09.2022.
Online seit 20.01.2020, letzte Änderung am 01.02.2022.