Dokument-Nr. 8522
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
München, 19. Februar 1918

Regest
Pacelli wandte sich gemäß dem Telegramm Gasparris vom 31. Dezember 1917 an Reichskanzler Hertling und erhielt nunmehr von Unterstaatssekretär von dem Bussche den beiliegenden Antwortbrief. Nach Auskunft der militärischen Führung müssen die Luftangriffe auf die oberitalienischen Städte erfolgen, weil diese sich in der Kriegszone befinden und, besonders Padua, voller feindlicher Truppen seien. Deshalb stehen sie nicht im Widerspruch zum internationalen Recht. Die Reichsregierung teilt völlig die Missbilligung des Heiligen Stuhls gegen die Verletzung des internationalen Rechts, weshalb sie auch gegen Luftangriffe auf deutsche Städte mit Kunstschätzen weit entfernt von der Front sei, die wiederholt bombardiert wurden. Als die Kirchen in Trier durch feindliche Angriffe bedroht waren, hat der Kaiser mittels des Gesandten beim Heiligen Stuhl die Hoffnung zum Ausdruck gebracht, dass der Papst dieselbe Sorge zum Ausdruck bringen werde wie angesichts der Kathedrale von Reims. In Folge der Mitteilung des "Osservatore Romano" vom 1. Januar 1918 entstand aber in der deutschen Öffentlichkeit eine große Unzufriedenheit darüber, dass der Heilige Stuhl nicht ähnlich deutlich sein humanitäres Bedauern über die feindlichen Luftangriffe auf deutsche Städte zum Ausdruck brachte, wie über die Angriffe auf italienische Städte in der Kriegszone. Die von Unterstaatssekretär von dem Bussche hierüber mitgesandten Zeitungsartikel hat Pacelli beigefügt.
Betreff
Circa le incursioni aeree su città italiane
(Con inserti)
Eminenza Reverendissima,
Facendo seguito al mio rispettoso cifrato N. 99 in data del 1° Gennaio scorso, ho l'onore di riferire all'Eminenza Vostra Reverendissima che, non appena mi giunse l'ossequiato Suo telegramma N. 44 del 31 Dicembre s. a., circa le incursioni aeree sopra varie città italiane, e specialmente su Padova, mi feci un dovere, in conformità delle istruzioni ivi contenute, d'indirizzare un'analoga Nota al Signor Cancelliere dell'Impero.
Ora il Signor Barone von dem Bussche, Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri di Berlino, con lettera N. A. 1097 / 24076 in data del 16 corrente (qui acclusa in copia), mi significa avergli il Comando Supremo, cui egli si rivolse al riguardo, comunicato che gli attacchi aerei vennero compiuti su città situate in zona di guerra e nelle quali trovansi acquartierate truppe nemiche, il che si verifica soprattutto riguardo a Padova.
20v

Le misure quindi del Comando Supremo (così continua il Signor Barone von dem Bussche) appaiono richieste da necessità militari e non contraddicono in nessun modo alle disposizioni del Giure internazionale. Il Governo Imperiale divide pienamente la riprovazione della Santa Sede, in quanto abbraccia i procedimenti contrari al diritto delle genti, e perciò esso non ha tralasciato di protestare ripetutamente contro le incursioni aeree nemiche, che hanno funestato pacifiche regioni della Germania, situate assai lungi dal fronte, e messo a pericolo coi loro tesori artistici e storici città aperte, come Mannheim, Karlsruhe, Tubinga, Stoccarda, Monaco ed altre ancora. Allorché, poi, i venerandi tempii di Treviri vennero per tal motivo particolarmente minacciati, Sua Maestà l'Imperatore espresse per mezzo del Suo Ministro presso la Santa Sede la speranza che Sua Santità dimostrerebbe per le chiese di quella città la stessa sollecitudine spiegata per la Cattedrale di Reims.1
Che se, malgrado le premurose pratiche dalla benevolenza di Sua Santità ordinate a tal fine, in seguito al comunicato dell'Osservatore Romano del 1° Gennaio scorso un forte sentimento di
21r
sorpresa si manifestò nella stampa della Germania, la causa di tale mal contento (sempre secondo il Signor Barone von dem Bussche) deve ricercarsi in ciò che in occasione delle incursioni aeree nemiche su città aperte germaniche i sentimenti di umanitaria compassione non ebbero da parte della Santa Sede una espressione così percettibile dalla generalità della pubblica opinione come a motivo degli attacchi tedeschi su città italiane in zona di guerra.
A questo proposito il menzionato signor Sottosegretario di Stato ha accluso alla succitata sua lettera vari ritagli di giornali, che qui uniti mi do premura di trasmettere alla mia volta all'Eminenza Vostra.
Dopo di ciò, chinato umilmente al bacio della Sacra Porpora, con sensi di profondissima venerazione mi pregio confermarmi
Di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
1"Il Governo Imperiale… la Cattedrale di Reims" hds. am linken Seitenrand in roter Farbe angestrichen, vermutlich vom Empfänger.
Empfohlene Zitierweise
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 19. Februar 1918, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 8522, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/8522. Letzter Zugriff am: 16.08.2022.
Online seit 17.06.2011, letzte Änderung am 29.09.2014.