Dokument-Nr. 157
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
München, 19. Juli 1923

Regest
Pacelli gibt ein Schreiben des preußischen Staatssekretärs im Kultusministerium Becker an den Breslauer Kardinal Bertram wieder, in dem sich Becker für eine Akkreditierung des Reichsnuntius auch bei der preußischen Regierung ausspricht und den Kardinal hierfür um Unterstützung ersucht. Bertram verspricht sich in seinem Begleitschreiben von einer Akkreditierung Vorteile für die Konkordatsverhandlungen mit Preußen, überlässt die Entscheidung aber gänzlich dem Heiligen Stuhl. Pacelli hingegen ist von der Idee weniger überzeugt: Er sieht keinen Nutzen für die Verhandlungen, da diese wegen inhaltlicher Schwierigkeiten stocken. Zudem hält er es für unangemessen, dass er die Angelegenheit vorantreiben soll. Des Weiteren rät er zur Rücksprache mit der Reichsregierung, falls der Heilige Stuhl die Akkreditierung in Erwägung ziehen sollte, da er von deren Seite Widerstand erwartet.
Betreff
Proposta che il Nunzio in Berlino sia accreditato anche presso il Governo prussiano
Eminenza Reverendissima,
L'Emo Sig. Cardinale Bertram , Vescovo di Breslavia, mi ha testé inviato copia di una lettera a lui diretta in data del 2 corrente dal Sig. Dr. Becker , Segretario di Stato nel Ministero del Culto prussiano, la quale, tradotta in italiano, è del seguente tenore:
"Mi è noto che Vostra Eminenza nutre, al pari di me, il desiderio che la legislazione prussiana concernente la Chiesa cattolica sia ben presto adattata alle mutate condizioni. Le trattative iniziate a questo scopo col Rappresentante della S. Sede, Mons. Pacelli, verrebbero senza dubbio avvantaggiate, se il Nunzio presso il Governo del Reich fosse al tempo stesso accreditato anche presso il Governo prussiano. Inoltre un tale atto porrebbe nella sua vera luce l'importanza della Prussia, che è il più grande Paese germanico col più gran numero di abitanti cattolici, mentre l'attuale stato di cose può far credere che la Prussia non abbia in Germania dal punto di vista politico-ecclesiastico e costituzionale la stessa posizione
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della Baviera, la quale ha una propria Nunziatura ed una Legazione presso la S. Sede. La leale collaborazione fra il Governo del Reich e quello prussiano in tutte le questioni relative alla materia in discorso non rimarrebbe in alcun modo compromessa dal fatto della comune Nunziatura, ma ne sarebbe piuttosto, se pur ve ne fosse bisogno, avvantaggiata.
Io spero che il Nunzio stesso accoglierà favorevolmente questa idea; prima tuttavia di trattarne con lui, sarei ben lieto, se anche Vostra Eminenza dividesse tale opinione e potesse appoggiare di propria iniziativa presso il Nunzio il progetto in discorso, e forse anche indurlo a proporre la cosa da parte sua in occasione di un prossimo suo viaggio a Berlino".
Nel foglio d'accompagno il sullodato Eminentissimo così si esprime: "Certo un simile accreditamento anche presso il Governo prussiano presenta parecchi vantaggi per le pendenti trattative. Tuttavia si tratta di questione di cosi esclusiva competenza della S. Sede, e la quale tocca talmente la reciprocità della posizione dell'Ambasciatore in Roma, che debbo per ora contentarmi di portare la cosa a cognizione di V. E. colla preghiera di darne notizia anche all'Emo Sig. Cardinale Segretario di Stato".
Mi sia permesso di osservare subordinatamente in proposito quanto appresso:
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1°) Non comprendo quali reali vantaggi il suddetto progetto porterebbe alle trattative in corso col Governo prussiano. Esse sono già state iniziate direttamente fra la Nunziatura ed il Ministero del Culto, ma a causa sia delle intrinseche difficoltà, sia soprattutto delle disposizioni del Governo stesso, non hanno fatto sinora notevoli progressi; non vedo quindi come potrebbero essere favorite dalla pura formalità dell'accreditamento.
2°) Se il Governo prussiano ha a ciò interesse in vista della sua posizione politico-ecclesiastica e costituzionale di fronte alla Baviera, può ben fare la relativa proposta alla S. Sede, ma mi sembra strano che debba proprio io muovere il discorso e quasi prendere l'iniziativa nella questione. Ciò mi pare tanto meno opportuno, in quanto che – come mi consta da informazioni assunte in via riservata ed indiretta – il Governo del Reich non vedrebbe affatto di buon occhio il progetto medesimo. Per questa ragione anzi, qualora il Governo prussiano avanzasse esso stesso tale idea, sarebbe conveniente, a mio umile avviso, che la S. Sede, prima di dare una risposta, si mettesse prima in rapporto col Governo del Reich.
In attesa pertanto delle venerate istruzioni dell'Eminenza Vostra Reverendissima al riguardo, m'inchino umilmente al bacio della s. Porpora e con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
Di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Pacelli Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
Empfohlene Zitierweise
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 19. Juli 1923, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 157, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/157. Letzter Zugriff am: 16.04.2024.
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