Dokument-Nr. 167
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
München, 12. Mai 1924

Regest
Pacelli übersendet die Antwort des bayerischen Kultusministers Matt auf seine Note bezüglich der Kürzungen der Bezüge der Geistlichen in Bayern. Matt bezeichnet die Umstellung auf Goldmark als eine notwendige Maßnahme, was Pacelli wiederum einen Euphemismus nennt, denn er sieht darin eine erhebliche Kürzung. Der Nuntius ist der Auffassung, dass diese Entscheidung nach einer eigenen Vereinbarung mit dem Heiligen Stuhl verlangt hätte und nicht einseitig hätte getroffen werden dürfen. Außerdem hatte er in seiner Note an den Kultusminister von den Bezügen der Geistlichen allgemein gesprochen, während Matt sich in seiner Antwort ausschließlich auf die Bestimmungen zu den Erzbischöfen, Bischöfen, Domkapitularen und Domvikaren beschränkte. Da die Angelegenheit jetzt in der Verantwortung des bayerischen Gesandten beim Heiligen Stuhl Ritter zu Groenesteyn liegt, verzichtete der Nuntius auf eine Antwort an Matt. Er weist abschließend darauf hin, dass nur die Verabschiedung des Konkordats mit Bayern Sicherheit hinsichtlich der Staatsleistungen schaffen wird.
Betreff
Sulla diminuzione degli assegni agli ecclesiastici in Baviera
Eminenza Reverendissima,
Col mio rispettoso Rapporto N. 30288 del 10 Aprile p. p. ebbi l'onore d'inviare all'Eminenza Vostra Reverendissima copia della Nota da me rimessa in data del 12 Marzo c. a. a questo Sig. Ministro del Culto Dr.  Matt relativamente alla diminuzione degli assegni agli ecclesiastici in Baviera. L'Eminenza Vostra si degnò di approvarla coll'ossequiato Dispaccio N. 29974 del 3 corrente.
Ora il menzionato Sig. Ministro mi ha risposto con Foglio in data del 1° corr. (che qui accluso compio il dovere di trasmettere, egualmente in copia, all'Eminenza Vostra) nei seguenti termini:
"A causa della necessità di convertire in marchi-oro gli assegni degli Arcivescovi, dei Vescovi, dei Canonici e dei Vicari delle Chiese cattedrali, mi rivolsi già con Nota N. 55603 del Gennaio 1924 al Ministero degli Esteri, affinchè impartisse al Ministro di Baviera presso la S. Sede istruzione di darne a Questa conveniente comunicazione. Con ciò doveva essere evitata l'apparenza di un procedimento unilaterale da parte del Governo bavarese. Il Sig. Barone de Ritter non ha ancora eseguito tale incarico soltanto perchè chiese alla sua volta sulla questione uno schiarimento al
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Ministero anzidetto. La risposta a questa domanda è stata da me differita sino ad oggi per il motivo che, essendosi accordato un modesto aumento degli onorari degli impiegati dello Stato, sono stati potuti accrescere al tempo stesso anche quelli dei summenzionati ecclesiastici, ma la pubblicazione della relativa ordinanza (N. 15 della Gazzetta delle leggi e decreti) non è stata possibile se non il 23 dello scorso mese".
La surriferita risposta non sembrami in verità soddisfacente. Anzitutto, infatti, ciò che il Sig. Ministro chiama con un eufemismo "conversione in marchi-oro" (Umstellung auf Goldmark) rappresenta in realtà una notevolissima diminuzione, sia pure provvisoria, degli assegni concordatari, non compensata se non in piccola misura dal recente leggero aumento, e tanto più ingiusta in quanto che è anche maggiore di quella subita dai funzionari dello Stato. Ciò posto, sarebbe stata, com'è evidente, necessaria non una semplice "comunicazione alla S. Sede" (Verstaendigung der Kurie), ma una vera e propria intesa previa, alla quale la S. Sede medesima, in vista dell'attuale situazione finanziaria, non si sarebbe certamente rifiutata. Ora invece il Governo bavarese ha proceduto senz'altro, anche prima che cotesto Sig. Ministro di Baviera avesse effettuato quella insufficiente comunicazione, alla conversione o diminuzione in discorso. Inoltre, mentre la succitata mia Nota parlava di "assegni dovuti agli ecclesiastici in base all'antico Concor-
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dato e ad altri titoli giuridici" (dei quali ultimi ho ripetute volte avuto occasione di parlare nei miei ossequiosi Rapporti intorno alle trattative concordatarie), il Dr.  Matt limita la sua risposta agli onorari degli Arcivescovi, dei Vescovi, dei Canonici e dei Vicari delle Chiese cattedrali.
Malgrado ciò, siccome della presente vertenza è stato direttamente incaricato il Sig. Barone de Ritter in Roma, non ho creduto espediente da mia parte una ulteriore replica. Del resto, se il nuovo Concordato otterrà l'approvazione del Landtag, anche questo punto delle prestazioni finanziarie troverà il suo definitivo regolamento e non rimarrà quindi altro se non esigerne con fermezza la piena esecuzione.
Chinato umilmente al bacio della s. Porpora con sensi di profondissima venerazione mi pregio di confermarmi
Dell'Eminenza Vostra Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Pacelli Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
Empfohlene Zitierweise
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 12. Mai 1924, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 167, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/167. Letzter Zugriff am: 25.07.2024.
Online seit 18.09.2015, letzte Änderung am 01.02.2022.