Dokument-Nr. 6140
Gasparri, Pietro an Pacelli, Eugenio
Vatikan, 27. Januar 1920

Regest
Gasparri informiert Pacelli über die vom Heiligen Vater bevorzugten Lösungen bezüglich der deutschen diplomatischen Vertretung beim Heiligen Stuhl: Erstens die Errichtung einer deutschen Vertretung beim Heiligen Stuhl ausgenommen der Angelegenheiten Bayerns sowie eine Nuntiatur in Berlin bei gleichzeitiger Beibehaltung der bayerischen Gesandtschaft beim Heiligen Stuhl sowie der Nuntiatur in München. Zweitens im Falle einer Ablehnung der Reichsregierung die Beibehaltung des bisherigen Zustandes, also den Erhalt der preußischen und der deutschen Gesandtschaft beim Heiligen Stuhl sowie der Nuntiatur in München. Die Reichsregierung strebt hingegen die Auflösung der bayerischen Gesandtschaft und die Errichtung einer deutschen Botschaft an, wobei die Wahl des Nuntiatursitzes dem Heiligen Vater überlassen sein soll. Gasparri hat starke Bedenken gegenüber diesem Vorhaben, da der bayerische Gesandte als diplomatischer Vertreter des Deutschen Reichs unvermeidbar in Interessenskonflikte zwischen Bayern und dem Reich geraten wird. Darüber hinaus ist er der Meinung, dass die Reichsregierung mit der Auflösung der bayerischen Gesandtschaft beim Heiligen Stuhl die separatistische Bewegung in Bayern verstärkt und dass ihre Politik sogar Frankreich zugute kommt, das die Teilung des Deutschen Reichs in den Friedensverhandlungen durchsetzen möchte. Deshalb möchte er dieses Thema besser nicht angehen. Sollte die Reichsregierung trotz dieser sehr ernsten Einwendungen von ihrem unglückseligen Vorhaben nicht abkommen, wünscht der Heilige Stuhl in jedem Falle die Beibehaltung der Nuntiatur in München.

[Kein Betreff]
Illmo e Rev.mo Signore,
Ho ricevuto il suo cifrato N. 341; ed in risposta ripeto a V. S. quanto ieri dissi di viva voce a questo Ministro di Prussia.
Come V. S. ha opportunamente dichiarato, la Santa Sede preferisce: 1°) Una Ambasciata tedesca presso il Vaticano con Nunziatura pontificia a Berlino per gli affari della Germania, eccettuata la Baviera; Legazione Bavarese presso il Vaticano con Nunziatura pontificia a Monaco per gli affari ecclesiastici della Baviera. 2°) Se il Governo centrale della Germania non crede poter concedere ciò, allora la Santa Sede desidera mantenuto lo statu quo ante , cioè Legazione di Prussia e di Baviera presso il Vaticano con Nunziatura pontificia a Monaco.
Il progetto, prescelto dal Governo di Berlino (Ambasciata
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germanica presso il Vaticano con Nunziatura a Berlino – soppressione della legazione bavarese presso il Vaticano, ma l'ambasciatore, per gli affari ecclesiastici della Baviera, corrisponderebbe col Governo bavarese e non col Governo centrale – Nunziatura pontificia a Monaco, se la Santa Sede lo desidera) sembra presentare difficoltà né poche né lievi. In primo luogo la Nunziatura in Baviera dovrebbe avere come correlativo un ministro bavarese in Vaticano. In secondo luogo è strano che lo stesso ambasciatore tedesco debba compiere parte della sua missione d'accordo con Berlino all'insaputa di Monaco e parte d'accordo con Monaco all'insaputa di Berlino. Tale sdoppiamento di personalità può alle volte divenire anche impossibile. Se, per esempio, nascesse una questione tra l'Arcivescovo di Colonia e l'Arcivescovo di Monaco, lo stesso, come Ambasciatore di Germania dovrebbe sostenere i diritti di Colonia, come Ministro di Baviera, quelli di Monaco; situazione veramente curiosa e imbarazzante. Finalmente mi permetto aggiungere una osservazione d'indole esclusivamente politica che non riguarda la Santa Sede.
Il Governo di Berlino coi suoi propositi unitarii in gene-
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re ed in specie col ritiro alla Baviera di queste prerogative di antica autonomia che le sono carissime, favorisce evidentemente i sentimenti separatisti nella Baviera, ossia favorisce l'attuale politica della Francia la quale vuole completamente il trattato di pace colla divisione della Germania. Il Governo di Berlino ha riflettuto a ciò? ed ha proprio bisogno di aggiungere questa tremenda e vitale questione alle tante altre che ha sul tappeto? non sarebbe proprio il caso di applicare il quieta non movere?
Che se non ostanti queste gravissime considerazioni il Governo di Berlino persiste nel suo poco felice progetto, la S. Sede desidera senza dubbio conservata la Nunziatura di Monaco, nella fiducia che una breve esperienza persuaderà di abbandonarlo e di tornare ad uno dei due primi.
Con sensi di distinta e sincera stima mi pregio raffermarmi
di V. S. Illma 
Aff.mo per servirla
P. Card. Gasparri
Empfohlene Zitierweise
Gasparri, Pietro an Pacelli, Eugenio vom 27. Januar 1920, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 6140, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/6140. Letzter Zugriff am: 20.06.2024.
Online seit 14.01.2013.