Dokument-Nr. 17437

[Ritter zu Groenesteyn, Otto Freiherr von]: [Kein Betreff], vor dem 18. November 1927

Il movimento unitario e centralistico in Germania fa visibili progressi. Ciò non corrisponde alla <ai desideri della>1 grande maggioranza del popolo tedesco. Forti partiti politici, tra i quali, in primo luogo, il partito social-democratico, numericamente molto importante ed in ulteriore aumento, tendono verso la Costituzione di uno Stato unitario allo scopo di esercitare un decisivo influsso sulle condizioni della politica interna del Reich. La permanenza dei vecchi centri culturali della Confederazione 2 nei diversi Stati della Confederazione si oppone alle loro mire sul potere. Perciò essi vogliono distruggere i principi federalistici che hanno già fatto buona prova, privare di ogni indipendenza statale gli Stati della Confederazione e ridurli anche sul terreno culturale senza difesa sotto il dominio di un Governo centrale di partito. Queste tendenze provocano gravi preoccupazioni in vasti circoli cattolici di Germania. Si teme col successo di queste tendenze un indebolimento delle simpatie per il Reich nelle Provincie 3 negli Stati che desiderano mantenere la loro storica indipendenza statale. Non si vede nessuna necessità urgente economica o finanziaria per un tal cambiamento e si rappresentano in modo speciale le tristi conseguenze che potrebbero derivare in uno Stato unico centralizzato agli interessi religiosi ed ecclesiastici dei cattolici tedeschi.
I cattolici sono in forte minoranza nel Reich. Secondo il censimento del 1925 essi formano appena la terza parte della popolazione totale, ossia il 32,4%.
La riunione di tutti i poteri governativi nel Reich, <secondo>4 nell'unitarismo5 e <il>6 centralismo, come lo vuole il socialismo, antireligioso nella sua essenza, ed anche i partiti <in gran parte>7 protestanti della destra, in gran parte 8 porterebbe a questo che sotto la pressione dei partiti la minoranza cattolica presto o tardi perderebbe ogni influenza sulla legislazione
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e sulla amministrazione. Coalizioni transitorie di partiti potrebbero difficilmente impedire cq 9 questo, una volta che nel Reich fosse tutto centralizzato.
Presentemente i partiti cattolici trovano almeno qua e là ancora un appoggio nei governi dei singoli Stati, i quali sono in grado di esercitare sulle condizioni del Reich una precisa influenza mediante il Reichsrate 10 e immediatamente <sul> mediante il 11 Governo stesso del Reich.
In modo speciale questo vale per la Baviera, la quale, per la preponderanza della sua popolazione cattolica (69,9%) e per la 12 il suo tradizionale attaccamento alla Chiesa cattolica, prende il posto di una cattolica potenza in Germania e si sforza di essere all'altezza di questa condizione, essendo lo stato 13 lo s<S>tato14 più importante della Confederazione dopo la Prussia.
A questo fatto corrisponde anche la posizione eminente del partito popolare bavarese nel Landtag bavarese, partito devoto alla Chiesa cattolica e vi corrisponde pure l'attuale composizione del Governo bavarese.
Gli appoggi che gli interessi cattolici nel Reich hanno per merito della Baviera e del suo Governo si devono esclusivamente al mantenimento della sua 15 indipendenza statale bavarese. Soltanto così si comprende la frase attribuita ultimamente ancora al Nunzio Monsignor Pacelli essere la Baviera la pietra angolare del cattolicismo in Germania.16 Se riuscissero gli sforzi unitaristici nel Reich e cadesse così la Baviera al livello di una semplice provincia, andrebbe perduto l'importante influsso esercitato dal Governo bavarese nell'interesse della Religione e della Chiesa nel Reich. Questa perdita sarebbe tanto più deplorevole in quanto non si potrebbe prevedere quale sviluppo prenderebbero gli avvenimenti ancora in Germania, in cui i cattolici, come si disse, rap-
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presentano soltanto la terza parte di tutta la popolazione, specialmente se si pensa all'<e> importante<i>17 questioni culturali.
A questo proposito bisogna ricordare che non mancano segni che l'abbassamento della Baviera ad una provincia insignificante è <sia>18 voluto specialmente da quei Circoli che vedono un indesiderato contrappeso 19 in una Baviera cattolica indipendente un contrappeso indesiderabile per l'eventualità di un rinascente Kulturkampf.
Non può vedersi un compenso adeguato 20 nei partiti del Reichstag favorevoli alla religione cattolica un adeguato compenso per la perdita che soffrirebbe<ro>21 gl'interessi cattolici nel Reich, se questi non potessero incontra<a>re22 sopra un appoggio dello Stato bavarese o di qualche altro governo della Confederazione, poiché , perché 23 non si prevede affatto, nel caso di uno Stato Unitario, l'aumento di voti a favore d<i>ei 24 nostri par 25 questi partiti. Il passaggio di tutta la politica culturale n<d>el26 Reich nelle mani di un governo centrale residente a Berlino, date le condizioni politiche e confessionali in Germania, aprirebbe agli interessi dei cattolici e della Chiesa cattolica prospettive poco liete.
La Costituzione del<L>a27 così detta "Unità decentrata" (dezentralisierte Unitarisierung) è una parola fatta per gettare la polvere negli occhi agli amici del federalismo.
La Francia, non ostante la sua quasi totale popolazione cattolica, è un esempio istruttivo del come 28 dove conducano sul terreno culturale ed ecclesiastico l'accentramento statale e l'assolutismo statale colla distruzione di tutti i diritti e le libertà individuali.
In Germania, or sono sessanta anni, il <il lungimirante Mons. von Ketteler,>29 Vescovo di Mainz, elevò la sua voce contro il livellamento delle <diverse>30 condizioni giuridiche statali, poiché questo significa mett 31 concentrare il potere nelle mani di pochi ed aprire tutte le porte alle cor-
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renti avversarie della cultura.
Non è da meravigliarsi che anche il cattolico partito del Centro, contro i suoi antichi principi, si volga all'unitarismo del Reich e sembri disconoscere i pericoli che ne possono derivare.
Il partito del Centro ha perduto molti membri nei circoli cattolici da quando non insiste più sul principio federalistico del Reich e spinge tanto avanti il suo opportunismo da cancellare perfino i fondamentali principii che si oppongono alla sociale democrazia antireligiosa.
Il Centro fa così un giuoco pericoloso, tanto più là dove i suoi elettori, come nella Germania del Nord, appartengono prevalentemente alla classe operaia. Se il Centro continuasse, anche in casi particolari, ad accordarsi colla sociale democrazia, vi è il grande pericolo che le masse operaie cattoliche abbiamo [sic] a perdere le loro religiose preoccupazioni, verso 32 per <e a>33 votare a <in>34 favore dei socialisti<,> e 35 cedere<ndo>36 alle <loro>37 lusinghe<.> di questi. 38. Al Centro ed alla causa cattolica ne verrebbe perciò un danno irreparabile.
Il Centro che, con l'aiuto del partito popolare bavarese, può ancora talvolta mettere il peso dei suoi voti tra gli opposti principi politici della sinistra e della destra nel Reich n<p>el<r>39 l'interesse del pensiero e della cultura cattolica, una volta indebolito non sarebbe più in grado di svolgere una tale azione politica e perciò stesso il campo sarebbe completamente alla mercé dei grandi partiti politici, dai quali i cattolici e la Chiesa cattolica non possono aspettarsi gran cosa, tanto più quando venisse a mancare l'influenza dei governi federat<l>i40 nella f 41 formare le condizioni religiose ed ecclesiastiche nel Reich.
Anche le disposizioni non sfavorevoli agli interessi cattolici contenute nella <attuale>42 c<C>ostituzione43 del Reich non offrono alcuna assoluta sicurezza per il futuro. Ne sono un monito le difficoltà incontrate durante la discussione della legge scolastica del Reich.
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Se l'importante questione della scuola confessionale avrà finalmente una tollerabile soluzione, potrà la Baviera ascriversi in<l>44 merito di avere, col suo recente c<C>oncordato45, preparato la strada.
Il Centro non può negare alla Baviera questo merito ed [sic] dovrebbe cavarne la lezione che col mantenimento della indipendenza statale degli stati federali si servono meglio in Germania gl'interessi religiosi che non mediante l'unitarismo e l'accentramento di tutti i poteri governativi nel Reich e che non è dal punto di vista cattolico punto desi 46 desiderabile sacrificare alle idee unitaristiche tali <quei>47 forti sostegni del cattolicismo come <che>48 si possono trovare negli stati federali e in prima linea nella Baviera.
Nelle condizioni del Reich, e specialmente per la configurazione confessionale ivi esistente, sarebbe in pericolo, nel caso dell'accentramento, perfino il Concordato bavarese, che viceversa potrebbe servire di modello per il resto del Reich tedesco nel regolare il diritto statale ecclesiastico.
Alla vigilia delle nuove elezioni in tutto il Reich avrebbe il Centro motivo di pensare seriamente che con la sua politica orientata a sinistra crea il pericolo non soltanto di indebolire se stesso, ha <ma>49 di produrre, appoggiando il movimento unitario, una condizione di cose che, secondo le viste umane, potrebbero 50 nuocere agli interessi dei cattolici e della Chiesa Cattolica nel Reich.
1Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
2Masch. gestrichen.
3Masch. gestrichen.
4Hds. vermutlich vom Verfasser eingefügt.
5Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen.
6Hds. vermutlich vom Verfasser eingefügt.
7Hds. vermutlich vom Verfasser eingefügt.
8Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen.
9Masch. vermutlich vom Verfasser gestrichen.
10Masch. gestrichen.
11Hds. vermutlich vom Verfasser eingefügt und gestrichen.
12Masch. gestrichen.
13Masch. gestrichen.
14Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
15Masch. gestrichen.
16"Soltanto ... in Germania" am linken Seitenrand von unbekannter Hand mit einem roten Fragenzeichen versehen.
17Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
18Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
19Masch. gestrichen.
20Masch. gestrichen.
21Masch. eingefügt.
22Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
23Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen.
24Masch. gestrichen und eingefügt.
25Masch. gestrichen.
26Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
27Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
28Masch. gestrichen.
29Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
30Masch. eingefügt.
31Masch. vermutlich vom Verfasser gestrichen.
32Masch. gestrichen.
33Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
34Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
35Hds. vermutlich vom Verfasser eingefügt und gestrichen.
36Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
37Hds. vermutlich vom Verfasser eingefügt.
38Hds. vermutlich vom Verfasser eingefügt und gestrichen.
39Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
40Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
41Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen.
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43Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
44Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
45Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
46Masch. gestrichen.
47Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
48Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
49Hds. vermutlich vom Verfasser gestrichen und eingefügt.
50Masch. gestrichen.
Empfohlene Zitierweise
[Ritter zu Groenesteyn, Otto Freiherr von], [Kein Betreff] vom vor dem 18. November 1927, Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 17437, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/17437. Letzter Zugriff am: 02.12.2022.
Online seit 25.02.2019, letzte Änderung am 26.06.2019.